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mercoledì 9 novembre 2011

Arrosto di maiale con le mele


Vi consiglio questa ricetta perchè quando è andata in tavola, dopo pochi minuti, c'erano solo i piatti puliti.. 
E' veramente saporita e piena di profumi, alcuni che ricordano che tra poco è Natale.. 

Ingredienti:
500 g. di lonza di maiale
senape di dijon forte
2 mele renette
1 porro
qualche foglia di alloro
2 bicchieri di brodo vegetale (sedano, carota, cipolla, chiodi di garofano, sale, 2-3 grani di pepe nero ed erba cipollina)
2 bicchieri di vino rosso (iiross igt di "Podere Panta Rei")
una manciata di bacche di ginepro
2 chiodi di garofano
un mazzetto di salvia
un ramo di rosmarino
sale
qualche grano di pepe nero
olio extravergine d'oliva
2 patate lesse
In una padella ho scaldato, a fuoco vivace, l'olio e qualche foglia di alloro. Quando l'olio è ben caldo, ho tolto l'alloro e messo la carne, che ho fatto siggillare su tutti i lati. 
Quando è rosolata l'ho tolta e, su un tagliere, l'ho cosparsa di senape di Dijon, sale ed un trito di salvia, rosmarino, aglio e pepe. 
Lo adagio al centro della pirofila e intorno metto le mele a fettine, il porro a rondelle, alloro, salvia, rosmarino, le bacche di ginepro, i chiodi di garofano e il pepe. Aggiungo un pò d'olio, sale, il vino rosso ed il brodo vegetale. 
Metto la pirofila, coperta con un foglio di alluminio, nel forno caldo a 230° per 15 minuti. 
Abbasso la temperatura a 200° e continuo la cottura per altri 40 minuti. 
Intanto ho lessato le patate che serviranno ad accompagnare il piatto. 

Tolgo la pirofila dal forno ed il condimento lo metto nella padella che avevo usato all'inizio (così sporco meno e poi uso l'olio insaporito..) facendolo restringere sul fuoco. 
Quando è pronto gli do una frullata e lo metto in una ciotola.

A tavola con un buon Marvia rosso toscano IGT 2007.


Il podere Panta Rei si trova in una valletta tra le frazioni di Soiana e Morrona nel comune di Terricciola in provincia di Pisa, una zona collinare dove coltivare la vite è pratica antica.
Ha iniziato nel 2001 l'attività vitivinicola, rilevando questo podere che presentava vigneti di circa cinquanta anni che ora stanno lentamente rinnovando.
I cinque ettari di vigneto si dispongono sul versante sud-est e sud sud-ovest, con una presenza importante della varietà sangiovese, oltre al ciliegiolo e al colorino.

Il Marvia è un vino che si presenta con colore intenso e tanta potenza che gli derivano da tre Uve tipiche del Territorio, Sangiovese, Ciliegiolo e Colorino.
Ogni varietà è raccolta al giusto grado di maturazione, scelta dalle piante migliori nella vecchia Vigna, schiccolata a mano e lasciata a fermentare sulle bucce per settimane.
Il vino fresco di "svina" è lasciato a riposare e "pulirsi" in tini di acciaio e cemento per due tre settimane e poi passa in barrique di rovere un po' nuove un po' meno... l'affinamento in legno varia dai 14 ai 19 mesi.

lunedì 17 ottobre 2011

Polpette all'arancio

Come ormai avrete capito da un pò di giorni sono in fissa con le arance. Perciò vi propongo oggi un bel piatto di polpette fresche e profumate.


Ingredienti
400 g. macinato di maiale
1 uovo
una fetta di pane ammollata nel latte
1 arancio
sale
pepe
marsala
farina
olio
burro
salvia
In una ciotola lavoro la carne macinata, l'uovo, il succo di mezzo arancio, il pane ammollato (avevo ancora una fetta di pane all'arancia ed ho usato quella, ma va bene un qualsiasi pane), sale, pepe e buccia d'arancio. 
Formo delle polpette che poi infarino. 
Intanto in una padella metto l'olio ed il burro e, quando sono ben caldi metto le polpette a fuoco alto e le sigillo da tutte e due le parti. 

Sfumo con il marsala (ho usato un pò di sauternes che avevo.. ma non capita sempre di averlo sottomano..). Quando sono un pò rosolate, abbasso la fiamma e continuo la cottura bagnandole con il resto del succo d'arancio e insaporendo con foglioline di salvia fresca.
Nel piatto le ho servite con delle patate lesse condite con il sughetto delle polpette.
Il piatto l'ho servito con un IGT Rosso Toscano Ciliegiolo Pitoto 2009 del Podere Panta Rei. Il nome Pitoto deriva dalle  iscrizioni rupestri presenti in Valcamonica, risalenti a migliaia di anni fa ed ora è diventato il nome di questo ottimo vino toscano dal colore è rosso rubino intenso, carico, quasi impenetrabile. Necessita di qualche minuto ma poi è immediato nel sul concedere ricordi fruttati, di ciliegia e mirtillo in particolar modo, e poi un ricordo di vanigliato e speziato che suggerisce un affinamento in legno. A chiudere qualche ricordo che è vagamente erbaceo o floreale, in ogni caso un sentore che evidenzia gioventù e freschezza, un ricordo “verde”. In bocca parte spedito con acidità importante, ottima sapidità e, almeno all’inizio, tannico, con tannini verdi e un po’ ruvidi, scalpitanti che si quietano con il passare dei minuti. In ogni caso ottima corrispondenza naso-bocca. Le morbidezze arrivano lentamente in seconda battuta, ingentilendo la beva. 

giovedì 24 marzo 2011

Fagioli al sugo

Ciò che cuciniamo è spesso frutto dei nostri ricordi, di sensazioni e gusti che ci portiamo dietro da sempre. I fagioli al sugo che ho fatto stasera sono quello che immaginavo da bimbo quando vedevo i film di Bud Spencer e Terence Hill. Fagioli alla Trinità che chiamano la scarpetta!

Un bel soffritto: sedano, carote, cipolla, olio e aglio. Tagliati grossolani così si sentono ancora in bocca quando li mangiamo.


Lo faccio stufare in casseruola con un pò d'acqua alla bisogna. Quando è morbido aggiungo pezzetti di speck (o pancetta) e li tosto con un rametto di salvia e uno di rosmarino, poi sfumo il tutto con vino bianco.



A questo punto aggiungo la passata di pomodoro e un pò di concentrata diluita in acqua calda.
Aggiusto di sale e un pizzico di zucchero per stemperare l'acidità del sugo.
Quando il sugo è quasi pronto, tolgo le erbe e aggiungo i fagioli lessati che incorpo ai sapori della salsa.

Intanto tosto una fetta di pane di lariano.

Si impiatta. La fetta tostata e sopra la fagiolata, un pò di origano tritato, un filo di olio a crudo, parmigiano e/o pecorino e pepe nero abbondante.
Ora bisogna solo munirsi di altro pane per la scarpetta, di una cucchiara di legno e sognare il west..
Una ricetta semplice e gustosa per tutti i giorni. Per il week end penseremo a qualcosa di sfizioso.. a presto!