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domenica 16 febbraio 2014

Conchiglie cacio e pere

Oggi vi presento un piatto semplice ma pieno di personalità e gusto.

E' l'ennesima conferma che l'abbinamento formaggio e pere è veramente meraviglioso.

Si dice "..al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere..". Non ho mai capito perchè il povero contadino deve essere privato di una tale prelibatezza. Lo trovo profondamente ingiusto. Quelli che dedicano la loro vita alla terra ci regalano tutte le meraviglie che poi possiamo cucinare.
Perciò dedico questa ricetta proprio a tutti i contadini.


Ingredienti:
per 4 persone

400 gr. conchiglie rigate
2 pere non troppo mature
150 gr. pecorino
5 gherigli di noce
5 mandorle pelate
1 cucchiaio di aceto balsamico
2 noci di burro
erba cipollina q.b.
sale e pepe nero



Taglio le pere a dadini, conservando alcune fette sottili per ladecorazione. In un pentolino scaldo il burro a fuoco lento. Aggiungo le pere e le faccio rosolare per un paio di minuti con un pizzico di sale. Verso l'aceto balsamico e lo faccio addensare fino a che colora leggermente le pere. Insaporisco con l'erba cipollina e una spolverata di pepe.



In una ciotola gratto metà del pecorino (questa volta ho usato un semistagionato di Pienza, più delicato, ma va bene anche un classico pecorino romano) insieme alle noci e alle mandorle tritate. Aggiungo le pere.

Quando la pasta è al dente la scolo e conservo una tazza di acqua di cottura. Mescolo energicamente la pasta con il condimento, aiutandomi, alla bisogna, con l'acqua di cottura.

Decoro il piatto con le fettine di pere e il restante pecorino a scaglie.


Una grattata finale di pepe nero.. e a tavola!!








venerdì 25 novembre 2011

Torta rustica al broccolo siciliano


Per questo weekend vi lascio una ricettina semplice, facile da fare, ma gustosa. 

E' una variante della pasta col broccolo siciliano. In una padella con olio ho scaldato uno spicchio d'aglio che poi ho tolto, per non farlo bruciare. Ho tagliato a dadine della pancetta affumicata e l'ho fatta andare a fuoco vivace con un pò di peperoncino. Ho messo i broccoli e li ho sfumati col vino bianco. Ho abbassato la fiamma e fatto cuocere aggiungendo un pò di acqua calda. 

In una ciotola ho amalgamato due uova, parmigiano e pecorino, sale, pepe e un pò di panna fresca. 
Ho inserito i broccoli e la pancetta ed il tutto l'ho rovesciato sulla pasta brisè che avevo preparato in una teglia. 
In forno caldo a 200° per 20/30 minuti.

Buon appetito e buon weekend!!


p.s. per chi vuole consiglio di aggiungere pinoli e uvetta.

sabato 2 aprile 2011

Zuppa di farro, lenticchie e miglio

Ieri sera volevo fare la ricetta rinascimentale con le fave e zafferano, ma le fave che ho visto al mercato ancora non mi convincevano. Le cercavo piccole e tenere e non avendole trovate ho virato verso una zuppa di farro, lenticchie e miglio. 

Ho preparato un trito con cipolla, carota, sedano, aglio, maggiorana che ho stufato in olio extravergine d'oliva, tenendolo vivo aiutandomi con un pò d'acqua. Ho messo anche una buccia di parmigiano che ho fatto tostare.
Ho aggiunto poi un pò di passata di pomodoro e ho cotto per altri 5 minuti. 
Dopo di che ho versato più di mezzo litro d'acqua bollente salata e la zuppa; ho riportato a bollore e cotto per più di mezz'ora, ossia fino a che non si è asciugata. 
Intanto ho fatto dei crostini di pane. 

Quando la zuppa era pronta, ho spento il fuoco, ho aggiunto prezzemolo tritato, un filo d'olio, una spolverata di pecorino grattugiato, ho aggiustato di sale e di pepe,ed ho versato il tutto sul piatto dove c'erano i crostini.

Buona, sana, profumata e che ti mette in pace col mondo.. visto che di pace ne abbiamo bisogno tutti.. 
Buona giornata!

sabato 19 marzo 2011

Frittata di carciofi

Nell'aria c'è profumo di primavera. E, per noi romani, è finalmente l'ora delle mammole. I mitici carciofi romaneschi. Belli, grandi, rotondi e buonissimi per tante ricette. 
Stasera mi va di pensare di essere ad una merenda in campagna. Per la verità domani sarò in Sabina, ma intanto portiamoci avanti..
Ci sono tanti modi per fare una frittata, io penso che ci siano fondamentalmente due scuole di pensiero. Quella omelettosa, ossia chi mette il latte o la panna, e quella che preferisce la frittata bassa e sottile. Da bambino sono cresciuto con il modello basso, ma poi nel tempo ho apprezzato l'omelette. Perciò ho sviluppato un modello intermedio, che ora vi racconto. 
Per prima cosa gli ingredienti: 





In padella faccio stufare nell'olio dello scalogno tritato. Aggiungo i carciofi che ho tagliato a fettine sottili, compresa la parte centrale dei gambi. I carciofi vanno sempre cotti con acqua sennò prendono d'amaro. Aggiusto di sale, una punta di peperoncino e un pò di prezzemolo tritato.

Intanto in una ciotola sbatto le uova - faccio amalgamare il bianco e il rosso ma non fino in fondo - aggiungo prezzemolo tritato e una buona dose di pecorino e parmigiano, al posto del latte. Così la frittata rimane più bassa e meno eterea, ma mantiene il sapore di latticino. 

Aggiungo il composto nella padella con i carciofi e dopo un inizio a fuoco vivace per rassodare l'uovo, abbasso la fiamma e copro la padella. 
Dopo qualche minuto giro la frittata e copro di nuovo. 
Quando la frittata è pronta scaldo una piadina. Sopra ci adagio la frittata e sopra un pò di olio al peperoncino e qualche pomodorino a fettine per dare una nota di fresco. 

Buona cena con un buon bicchiere di bianco delle cinque terre.